Story: come la maternità ha cambiato il mio modo di progettare
Oggi sono un’architetta family-friendly e progetto case a misura di bambini e famiglie.
Prima di diventare mamma progettavo case con gli strumenti che avevo imparato come architetta.
Poi è arrivato il mio primo figlio e, insieme a lui, uno sguardo completamente nuovo.
Per la prima volta ho conosciuto dall’interno quella fatica fatta di giornate piene, attenzione continua, tante cose da fare contemporaneamente e poco spazio mentale per sé.
Sono diventata mamma in un momento in cui il mondo si era fermato.
E proprio quella sospensione, per quanto difficile, mi ha permesso di guardare con occhi nuovi qualcosa che prima conoscevo soprattutto dal punto di vista professionale:
la casa e il modo in cui può cambiare la vita delle persone che la abitano.
Ho iniziato a chiedermi non soltanto se uno spazio fosse bello o funzionale, ma:
come mi fa sentire questa casa?
mi aiuta oppure mi chiede continuamente qualcosa?
mi permette di respirare?
posso fare da sola anche quando ho un bambino in braccio?
e mio figlio può muoversi, esplorare e sperimentare senza che io debba passare la giornata a dirgli di stare attento?
Philosophy: una casa che alleggerisce la vita quotidiana
Viviamo in un mondo che chiede moltissimo alle famiglie.
E spesso, ancora oggi, chiede ancora di più alle madri:
essere presenti, organizzate, produttive;
prendersi cura degli altri, lavorare;
gestire più cose insieme, ricordarsi tutto.
E possibilmente farlo sempre col sorriso.
In tutto questo la casa diventa una richiesta in più:
oggetti che non trovano posto in un disordine che non svanisce mai;
spazi difficili da gestire e sicurezze improvvisate;
bambini che hanno bisogno di essere accompagnati continuamente.
Non credo che la soluzione sia chiedere ad una madre di fare ancora di più. Di fare ancora meglio.
Credo che si può ripensare meglio l’ambiente.
Una casa può diventare un luogo in cui ritrovare il proprio centro.
Un ambiente che rende più semplici alcune azioni quotidiane,
lascia spazio al movimento,
favorisce la concentrazione e
permette a ogni persona di avere il proprio posto.
Per fare in modo che, anche quando fuori tutto corre, dentro casa ci sia ancora spazio per respirare.
Mission: il mio approccio alla progettazione
Non sono un’educatrice ed i miei progetti non sono fatti per essere vissuti con una approccio tradizionale.
Mi ispiro ai princìpi montessoriani per promuovere un’educazione gentile e rispettosa:
unə bambinə ha bisogno di potersi muovere, esplorare, sperimentare e fare da sé.
E perché questo sia possibile, anche l’ambiente deve essere pensato per ləi.
Da qui nasce il mio approccio:
far dialogare architettura, sicurezza, desing, bisogni reali delle famiglie per creare case belle da vivere, semplici da abitare e capaci di accompagnare la crescita.
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Che cosa significa concretamente?
SICUREZZA: PROGETTARE SENZA LIMITARE
Progetto ambienti sicuri, in cui la protezione non diventa una barriera alla vita.
Per me sicurezza non è riempire la casa di divieti, protezioni e oggetti da nascondere. Anzi, in molti casi questi possono diventare curiose sfide da superare.
Sicurezza significa, invece, ridurre i divieti, riducendo alla radice i reali rischi;
aumentare l’accessibilità degli spazi, così da progettare un ambiente da vivere con serenità da tutti, in cui i bambini possano sentirsi capaci. E dove i pochi reali divieti mantengano la loro autorevolezza.
Un ambiente più semplice, ordinato e leggibile permette di vedere meglio ciò che succede, muoversi con maggiore libertà e lasciare che bambini e adulti facciano esperienza senza vivere continuamente in allerta.
La sicurezza, quindi, non è qualcosa che si aggiunge alla fine: è parte del progetto.
SEMPLICITÀ: MENO É MEGLIO
Progetto ambienti essenziali, belli e personali, in cui ogni cosa ha un posto e ogni persona può sentirsi a casa.
Semplificare non significa rinunciare alla bellezza, ma scegliere con intenzione.
Meno oggetti, meno rumore visivo, meno cose da gestire. Più spazio per muoversi, concentrarsi, riposare e stare insieme. Ma anche più spazio per ciò che vi rappresenta.
Perché la bellezza non è un lusso: è parte del benessere delle persone. Ciò che scegli perché ti piace, racconta chi sei, permette di identificarti in un luogo e ti permette di sentirlo davvero tuo.
E una casa che senti tua è una casa in cui puoi abitare, non semplicemente stare.
Semplicità è bellezza ma anche ordine, calma, concentrazione. E in un ambiente così è come essere sempre accolti da un caldo abbraccio, è più facile conquistare l’autonomia e sentirsi sicuri di sé.
AUTONOMIA: crescere sentendosi capaci
Progetto ambienti che permettono ai bambini di fare da sé, poco alla volta, e agli adulti di accompagnarli senza dover fare tutto al posto loro.
Un ambiente accessibile, leggibile e pensato in base alle reali capacità di chi lo abita permette al bambinə di partecipare alla vita quotidiana, sperimentare e fare esperienza delle proprie capacità.
E quando unə bambinə può fare, provare e riuscire — anche attraverso gli errori — costruisce poco alla volta la fiducia in sé.
Allo stesso tempo, una casa che sostiene l’autonomia alleggerisce anche il genitore: non perché renda la vita perfetta, ma perché rende alcune cose semplicemente più facili.
Più autonomia per i bambini. Più serenità per gli adulti.
che tipo di persone e di famiglie può contribuire a far crescere una casa progettata in questo modo?
Vision: il design che aiuta a crescere
Immagino una casa in cui unə bambinə può esplorare senza essere continuamente fermatə;
una casa in cui possa fare da sé, provare, sbagliare e riprovare;
una casa in cui una madre possa prendersi cura degli altri senza dimenticare completamente se stessa;
una casa in cui la sicurezza non significhi paura,
l’ordine non significhi perfezione e
la bellezza non sia qualcosa a cui rinunciare per far posto alla vita
porta a persone più serene, che riconoscono il valore del prendersi cura di sé e degli altri;
coltivano le proprie passioni senza senzi di colpa, che riescono a trovare se stesse.
E l’autorealizzazione porta ad un mondo migliore.
Dalla casa alla fiducia in sé
Perché il modo in cui un bambinə impara ad abitare il suo primo mondo — la sua casa — può accompagnarlo molto più a lungo di quanto si immagina.
Perché è proprio lì, nelle esperienze quotidiane, che unə bambinə può iniziare a scoprire di essere capace.
Quando può partecipare, scegliere, muoversi, sperimentare e riuscire, costruisce poco alla volta fiducia nelle proprie capacità.
E quella fiducia può diventare autonomia, autostima, curiosità.
Può diventare il coraggio di conoscere se stessi, coltivare ciò che lo appassiona e portare nel mondo la propria essenza.
Ecco perché voglio contribuire, anche attraverso il mio lavoro di architetta, a costruire un mondo fatto di adulti più sereni, creativi, appassionati, gentili e capaci di esprimere il proprio essere.
Perché i bambini di oggi saranno gli adulti di domani.
E se possiamo contribuire a farli crescere sentendosi capaci, accolti e liberi di diventare ciò che sono, forse stiamo già facendo una piccola parte nella costruzione di un mondo migliore.
Ecco perché credo nel design che aiuta a crescere.
Se vuoi contribuire anche tu a coltivare i germogli di un mondo migliore iniziando da casa tua…
