“Non ho tempo per casa, bambini e autonomia”

“Non ho tempo per casa, bambini e autonomia”

E se il problema non fosse davvero il tempo?

“Non ho tempo per casa, bambini e autonomia” è la frase che attraversa le giornate di ogni genitore. E forse anche la tua.

Oggi le difficoltà sono tante:

  • Due genitori che lavorano.
  • Una casa da mandare avanti.
  • Bambini da crescere.

E spesso, pochissime energie.

E in tutto questo è difficile non cedere alla tentazione di usare la tecnologia come babysitter di intrattenimento per guadagnare un po’ di tempo.

O fare tutto al posto loro.

In molti casi è sopravvivenza.

Un tempo era diverso.

Non perché fosse più facile ma perché c’erano altri equilibri.

C’era qualcuno sempre a casa.

C’era un vicinato.

C’era, paradossalmente, più libertà allora per i bambini, soprattutto di giocare tranquilli all’aperto.

E c’era una semplicità che oggi sembra lontana.

La semplicità di un pane fatto in casa.

Dell’odore che usciva dalla cucina.

Di una merenda mangiata fuori, sul marciapiede.

Pane e pomodoro, olio, sale e origano.

Quella semplicità, sulla quale un tempo si costruiva una grande forza, oggi costa cara.

Non solo economicamente.

Costa tempo.

il valore della semplicità

Il punto non è che non vuoi

É che non riesci.

Io per prima, cerco di preparare pasti sani ma veloci.

Quelli che, come dico io, “si cucinano da soli”.

Meglio legumi da mettere in cottura e puoi anche dimenticartene, verdure già pulite o frutta secca già spellata.

Figuriamoci coinvolgere un bambino in cucina.

Non c’è tempo per lasciarlo fare. Per coinvolgere i bambini in queste faccende.

Perché significa:

  • rallentare
  • sporcare di più
  • complicarsi ulteriormente la vita

E allora preferisci fare tu.

È normale.

Ed è meglio se non guardi la casa della fashion blogger di turno con bambini che la aiutano davvero, senza fare una piega.

Ti fanno sentire inadeguata, non all’altezza.

Anche perché man mano che il bambino cresce, vedi che cresce anche il numero delle volte che ha bisogno di te per fare qualcosa.

E tu riesci sempre meno a stargli dietro.

Dove compare davvero il “non ho tempo”

Non nei grandi momenti.

Nei piccoli.

Quando tuo figlio vuole versarsi l’acqua.

Quando prova a infilarsi le scarpe.

Quando apre un cassetto e tu intervieni per fare prima.

Per evitare il disordine.

Perché sei stanca.

Perché è tardi.

Perché lui stesso ormai si è abituato che lui chiama e tu corri.

Ma se ti fermi un attimo, può emergere qualcosa di più profondo.

Non è solo mancanza di tempo.

Foto di pexels Ron Lach

 

La verità che cambia tutto

Non è solo lavoro.

Non è solo il caro vita.

Non è solo l’assenza di quel famoso “villaggio” che oggi non arriva più quando nasce un bambino.

È anche la casa.

Così com’è oggi:

  • ti stanca
  • ti rallenta
  • ti richiede più di quanto ti restituisce

Ti toglie energie.

E senza energia non c’è tempo che tenga.

Il paradosso dell’epoca moderna

Vuoi fare tutto.

Senti di doverlo fare, non vedi alternative.

É quello che per certi versi ti impone la società di oggi.

E tu vuoi essere presente, paziente, organizzata.

E in tutto questo restare serena.

Ma la realtà è diversa:

Mattine di corsa e colazioni nel caos mentre il bambino è ancora lì che si sta impegnando ad infilarsi da solo la prima scarpa.

Ed è pure al piede sbagliato.

La sorellina intanto ha infilato tutte e due le gambe in una stessa gamba del pantalone.

E quando rientri a casa dopo il lavoro o dopo la scuola e trovi ancora tutto lì.

E ti chiedi come si fa a stare dietro a tutto?

Come si fa a mantenere la calma e la pazienza in questo trambusto?

A restare autorevoli ma amorevoli con i figli?

A lasciarli liberi di sperimentare ma tenendo una casa impeccabile?

Senza contare il tempo per te stessa, per la coppia…

É il paradosso dei genitori di oggi.

Ma qui c’è un passaggio cruciale da non sottovalutare.

Anche un po’ controintuitivo.

Se non si riesce a stare dietro a tutto, c’è qualcosa che bisogna lasciare andare.

Foto di pexels elina fairytale

 

Non posso togliere nulla

Ti sembrerà di non poter lasciare andare nulla, perché:

  • Non puoi togliere il lavoro
  • Non puoi togliere i bambini
  • Non puoi togliere la tua vita.

Ecco perché ti dici:

non posso togliere nulla.

E allora che cosa si fa?

Spesso si toglie:

  • il tempo per sé
  • il tempo per respirare

Ma non è lì che bisogna intervenire.

C’è da scavare più a fondo.

La casa: il punto da cui ripartire

Sicuramente più l’ambiente è caotico:

  • più lo sei tu
  • più lo sono le tue giornate
  • più lo è la tua famiglia

È un circolo vizioso.

L’ambiente influisce e allo stesso tempo rispecchia il vostro modo di essere.

É come un cane che si morde la coda.

Perché se sei esausta fai fatica a sistemare.

E più c’è disordine, più ti senti sopraffatta.

Come un cane che si morde la coda.

E questo rende complicato anche solo iniziare.

Perché quando parti con poche energie, anche semplicemente iniziare sembra impossibile.

Eppure è lì che si apre uno spazio.

Se vuoi provare a dedicarti a raccogliere una piccola scorta di energie, senza fare rinunce puoi comunque iniziare da “Casa in ordine”, il mini training gratuito in cui ti accompagno passo passo.

In ogni caso, adesso puoi andare avanti in questa lettura. Qui troverai altri strumenti che ti aiuteranno a non pensare più Non ho tempo per casa, bambini e autonomia.

Il cambio di prospettiva

Siamo abituati a guardare quello che non va.

Quello che manca.

Quello che va cambiato.

Quello che non puoi permetterti.

Ma si trascura la domanda più importante:

Che cos’é che funziona già?

E che non vorresti perdere per nulla al mondo?

Esempi concreti (la casa reale, non perfetta)

Per esempio…

… se la sera leggere ti fa stare bene…quel libro resta!

Quello, così come tutti i libri che ti hanno coinvolto, ti hanno dato qualcosa e che ancora ti rappresentano.

E tutti gli altri?

Possono portare gioia a qualcun altro.

Non è solo spazio.

Sono pensieri in meno.

Così come in cucina.

Ti dici sempre che vuoi mangiare meglio, ma non hai tempo per cucinare più sano.

Si può iniziare da piccoli cambiamenti:

Una pentola rovinata (che non ti porta nulla di sano) può andare via.

Puoi preferire il vetro alla plastica.

Sicuramente non sostituiscono un pasto sano, ma quanto meno non compromettono le proprietà di ciò che mangi.

È un inizio.

Per non parlare dell’acqua in bottiglia.

Non solo fardelli in giro, disordine visivo, fatica nel pulire quello spazio di stoccaggio.

Basta sostituirle con un filtro per l’acqua che ti arriva direttamente in casa.

Una scelta diversa salutare ed ecologica.

E cambia tutto:

Spazio

Ordine

Leggerezza

Ecologia…

Andiamo all’armadio:

La divisa del tuo vecchio lavoro, che sai di non voler fare più

La maglietta del liceo…

Lascia andare.

Non è solo estetica.

È chiarezza mentale.

Perché NON partire dai bambini

Qui c’è una credenza molto diffusa, cioè che il disordine maggiore sia causato dai bambini.

Sicuramente è quello più evidente.

Tuttavia partire dalle loro cose potrebbe bloccarti.

Perché:

  • cambiano continuamente idea
  • usano tutto insieme
  • sono in una fase di crescita

E soprattutto i bambini in realtà riflettono te e le tue abitudini, quindi…

…se tu sei confusa tu, lo sarà anche il loro spazio.

Per questo si parte da TE.

Sempre.

Il paradosso del tempo

Torniamo lì:

Non ho tempo per casa, bambini e autonomia.

Quindi

“Se lo lascio fare, ci metto il doppio”

È vero…

All’inizio.

Ma poi succede qualcosa.

Se intervieni sempre:

fai prima oggi, ma poi devi farlo per sempre.

Se invece lasci fare:

  • perdi tempo ora
  • ma lo guadagni un giorno dopo l’altro.

Il tempo cambia forma.

Un altro pensiero che ti blocca oltre a non ho tempo per casa, bambini e autonomia: “Così sto tranquilla che non si fa male”

Un’altra convinzione molto diffusa.

Oltre a valere anche qui l’osservazione fatta poco fa sul fatto che il tempo aiuta ad acquisire sicurezza, c’è in realtà un appunto da sottolineare:

il tempo aiuta se nel frattempo si può fare esperienza. Ne parlo nel mio articolo “Autonomia: inizia da casa”.

É chiaro che vanno bloccati i grandi incidenti, ma quelli più piccoli, quotidiani, sono parte della crescita.

Per questo bloccare tutto per rendere la casa davvero sicura può essere controproducente.

Certo, devi fare quello che ti fa stare tranquilla, ma sappi una cosa:

Copri prese, blocca cassetti e Paraspigoli non sono la soluzione, anzi…per esperienza ti posso dire che essi stessi possono diventare il problema.

E comunque se pure funzionano… lo fanno fino a un certo punto.

Perché il bambino cresce.

E crescendo impara ad aggirare i blocchi ma non a gestire il pericolo che, a quel punto, riemerge.

La verità che spesso non diciamo

Non stai proteggendo solo lui.

Stai cercando sicurezza anche per te. Intesa come tranquillità, come momento per goderti il tempo a casa senza troppe ansie.

É umano.

Ma quando è la paura a guidare tutto:

  • restringi lo spazio
  • anticipi ogni azione
  • limiti l’esperienza

E succede una cosa importante: il bambino non impara il rischio.

La sicurezza vera verità

Un bambino sicuro non è quello che non cade.

È quello che sa:

  • come muoversi
  • fin dove arrivare
  • cosa succede se esagera

L’episodio che cambia tutto

Ci sono state delle fasi in cui i miei bambini volevano aiutarmi in cucina.

All’inizio era quasi sempre: “Adesso no”.

Perché significava:

  • sporcare
  • rallentare
  • stancarmi di più

Poi ho fatto una scelta diversa.

Ho cambiato l’ambiente.

Ho spostato.

Ho reso accessibile.

All’inizio è stato lento.

Molto lento.

Poi, man mano hanno interiorizzato le regole.

Quello che potevano fare da soli o sotto supervisione.

Quello che potevano fare insieme a me ma anche quello che non era loro concesso.

E lì ho capito:

il tempo non si trova. Si costruisce.

L’ambiente cambia tutto

Quando la casa è pensata anche per i bambini:

  • gli oggetti sono accessibili
  • gli spazi sono chiari
  • le regole sono leggibili

Succede questo:

il bambino fa di più da solo

diventa consapevole delle sue capacità e inizia a chiederti di meno

impara velocemente.

E tu:

  • intervieni meno
  • controlli meno
  • respiri di più.

É un approccio pratico che si ispira al pensiero montessoriano.

Non ho tempo per sistemare casa

Torniamo all’obiezione di partenza:

Non ho tempo per casa, bambini e autonomia.

Ora credo che sia chiaro perché è importante che i bambini abbiano la possibilità di sperimentare in autonomia, ma…

…non sai ancora nella pratica che cosa e come cambiare l’organizzazione della casa.

E quanto tempo (e soldi) potrebbero portarti via.

Partiamo dal presupposto che non devi rivoluzionare tutto.

Non devi cambiare tutto in una volta.

Al contrario, può essere molto vantaggioso maturare ogni piccolo cambiamento.

Il primo passo da fare è iniziare a guardare la tua casa in modo diverso.

Un ripiano abbassato.

Un oggetto in meno.

Uno spazio più chiaro.

Sperimenta tu stessa l’impatto che possono avere piccoli cambiamenti. 

Ho creato alcuni strumenti gratuiti per accompagnarti in questo processo come:

Se senti di aver bisogno di un approccio più mirato, possiamo farci una chiacchierata senza impegno prenotando qui.

Bloccare o accompagnare?

I dispositivi non vanno eliminati (alcuni sì, però).

Vanno ripensati.

Sono temporanei.

Il vero obiettivo è un altro:

creare un ambiente che insegna, non uno che blocca.

E alla fine…il tempo che cambia

All’inizio investi.

Poi raccogli:

  • autonomia
  • fiducia
  • collaborazione.

E soprattutto:

tempo mentale. Quello che oggi manca di più. 

 

Da dove iniziare in modo concreto?

Se sei arrivata fin qui, vuol dire che è arrivato proprio il momento di riprenderti il tuo tempo.

Iniziare a fare ordine, a ridefinire le priorità ed i tuoi spazi. Riprendere la tua energia per poterne continuare a dare alla tua famiglia.

Non ti serve fare tutto.

Ti serve fare il primo passo giusto.

Ecco da dove partire:

  • Parti da te, non dai bambini
  • Scegli una sola zona della casa
  • Guarda ciò che funziona già
  • Per quello di cui non sei sicura chiediti: “Questo mi rappresenta ancora?”
  • Se la risposta è NO, chiediti: “a quali altre persone potrebbe portare gioia?”
  • Semplifica una sola azione quotidiana
  • Osserva tuo figlio senza intervenire subito
  • Modifica l’ambiente, non il bambino
  • Accetta che all’inizio sarà più lento e vedrai come presto quel tempo ti torna indietro

E se vuoi essere accompagnata:

Rileggi ora quella frase

Non ho tempo per casa, bambini e autonomia.

E chiediti:

è davvero il tmepo che manca?

O è la casa che lo sta consumando?

Perché quando cambia l’ambiente, cambia tutto.

 

Ti accompagno nel progettare una casa a misura di famiglia che sostiene l’ordine e un’educazione rispettosa dei bambini nella “Compact Smart Masterclass“, oggi anche in versione e-book.

Se senti il bisogno di fermarti un attimo, mettere in fila i pensieri e capire da dove ricominciare con la tua casa, puoi prenotare una call con me compilando questo questionario. Sarò io stessa a ricontattarti entro 48h.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*